Riflessione su “La stanza di ossidiana” di Preston e Child

LIBRI

Cari lettori,
oggi parleremo de “La stanza di ossidiana” di Douglas Preston e Lincoln Child.

La scomparsa dell’agente speciale Pendergast ha lasciato i suoi due principali collaboratori, l’assistente Constance Greene e la guardia del corpo Proctor, nello sconforto più totale. Rifugiatisi nella gloriosa e splendida residenza di famiglia, la Baux Arts Mansion all’891 di Riverside Drive in New York, i due perdono sempre più la speranza di ritrovare l’amico e datore di lavoro, e per Constance il dolore è doppio in quanto la perdita è arrivata dopo che Pendergast ha rifiutato la dichiarazione d’amore che lei gli ha fatto. Ma i due non hanno molto tempo per perdersi nella depressione: un’ombra minacciosa è in agguato e Proctor, convinto che Constance sia stata sequestrata, si getta all’inseguimento in una lunga caccia che lo porta fino in Namibia. Lì i misteriosi rapitori piratano il computer del suo SUV, abbandonandolo nel deserto del Kalahari. Nel frattempo il fratello malvagio e omicida di Pendergast, Diogenes, si riavvicina a Constance, le dichiara il suo amore e, affermando di essersi ravveduto e riabilitato, riesce a vincere le sue riluttanze e la convince a seguirlo nella località paradisiaca di Halcyon Key, in Florida. La situazione sembra completamente compromessa, con Proctor fuori gioco e Constance ammaliata dalle promesse di Diogenes, ma nulla è ancora perduto, anche perché qualcuno è pronto a far ritorno e a rimettersi azione.

Come sempre, sono diviso nel recensire i romanzi di questa coppia di scrittori e, in generale, di questa saga. L’inizio è illeggibile, senza senso, con buchi narrativi e ritmi inverosimili. Poi, piano piano, il tutto migliora, ma alcuni personaggi scompaiono o appaiono senza una logica, sia narrativa, sia anche solo legata all’evolversi della storia, che si basa su trame comunque interessanti. Il finale, poi, è il fiore all’occhiello della negatività… davvero una delusione. La scrittura è come sempre molto coinvolgente e scivola via che è un piacere, ma i personaggi cominciano ad essere stantii e ripetitivi, tranne proprio l’antagonista, che affascina e ha una complessità psicologica davvero incredibile. E’ un libro che si può leggere, ma solo se non avete altro.

BL

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...