Riflessione su “Il principe delle tenebre” de “La Guerra della Regina Rossa” di Mark Lawrence

LIBRI

Cari lettori,
rieccoci con un po’ di fantasy con “Il principe delle tenebre”, primo volume della saga “La Guerra della Regina Rossa” di Mark Lawrence.

Per anni Jalan ha vissuto all’ombra della potente Regina dei Rossi, ma ora è chiamato a difendere il regno. La Regina dei Rossi è vecchia ma gli altri re dell’Impero la temono come nessun altro, e il potere che racchiude nelle proprie mani è grande. Suo nipote, il principe Jalan Kendeth, è invece un codardo, un imbroglione e un bugiardo. Beve, gioca d’azzardo, insegue le belle cortigiane. A parte i creditori che gli danno la caccia, non ha nemmeno un problema al mondo. La guerra però è alle porte: alcuni testimoni affermano che un esercito di morti viventi è in marcia, e la Regina dei Rossi ha convocato la famiglia per difendere il regno. Jal pensa che sia semplicemente una voce, una favola per spaventare i bambini. Ma non sa quanto si sbaglia. E quando il colossale Snorri, guerriero senza eguali, viene trascinato in catene al cospetto della Regina dei Rossi, Jal non immagina neppure che quel prigioniero cambierà la sua vita, e lo trascinerà in un folle viaggio fino alle gelide terre del Nord.

E’ un libro assolutamente meraviglioso! Molto meno grimdark e più sword and sorcery rispetto alla precedente trilogia, dalla quale riprende l’ambientazione di una sorta di Europa leggermente modificata. Infatti, sia dal punto di vista geografico, sia dal punto di vista storico, sia dal punto di vista squisitamente antropologico e religioso, il libro è pieno di citazioni legate alla realtà del medioevo. La scrittura è estremamente coinvolgente, forse anche grazie al pov in prima persona, che rende al meglio anche gli aspetti psicologici dei personaggi. Sono proprio i protagonisti il fiore all’occhiello di Lawrence, che costruisce perfetti background, unisce le sorti di persone completamente diverse, la cui conoscenza li cambia con il trascorrere delle pagine, rimanendo comunque sempre se stessi. La storia è retta perfettamente da diverse trame, tutte interessanti, che si evolvono in maniera sicuramente coerente alle vicende. Tra le cose che ho più apprezzato di questo libro non posso che accennare alla capacità di Lawrence di regalare pure disquisizioni filosofiche, che potrebbero essere tranquillamente individuabili e commentabili anche nella reale realtà. Aspetto con ansia i prossimi libri di questa saga.

BL

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